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Non contraddite una donna, per quei 5 giorni al mese...

Mercoledì 14 Gennaio 2015
Polly Merc

Ti svegli una mattina e la goccia che perde dal rubinetto chiuso male ti causa un pulsare ritmico alla tempia. Sei seduta sulla tazza e la osservi con un istinto omicida che ti monta dentro: vorresti sfogarlo ma sai che prendere a martellare il lavandino potrebbe non essere una buona idea.

Lavandoti le mani cerchi di chiudere al massimo il rubinetto, il silenzio che segue ti regala un attimo di pace, prima di accorgertpoi ti accorgi che l'asciugamano è appeso per il lato sbagliato. Sei consapevole che la cosa fino a ieri ti avrebbe lasciato indifferente, ma oggi no, oggi la giornata è diversa, oggi è arrivato il ciclo.

Sai che inveire contro il tuo compagno per un asciugamano appeso male sarebbe controproducente quindi ti avvii in cucina con la consapevolezza che ci saranno altri episodi, altrettanto gravi che ti permetteranno di sfogare la rabbia: delle briciole sul tavolo, un'anta dell'armadio lasciata aperta, la tavolette del bagno alzata. Devi solo avere pazienza.

Al tuo lui basta uno sguardo per fiutare il pericolo, il saluto muore sulle labbra e con la tazzina del caffè ancora in mano si immobilizza a guardarti, ricorda quasi un cervo in mezzo alla strada incantato a guardare i fari di una macchina in arrivo. Solo che una macchina fa meno danni di una donna con il ciclo. Il tuo compagno lo sa e ti passa il suo caffè, d'altra parte lui mica ne aveva così tanta voglia.

Ci sono una serie di informazioni che girano sulle donne con il ciclo, alcune sono vere altre sono false.

Una donna con il ciclo ad esempio non ha nessuna voglia di fare ruote, spaccate, lanci con il paracadute o altre cose che secondo le pubblicità di un tempo erano indispensabili.

Una donna con il ciclo non si mette dei pantaloni bianchi attillati, e non per paura delle macchie (oggi esiste la coppetta, grande invenzione!) ma perché non ha voglia di indossare nulla di più scomodo di un pigiamone di flanella. Insomma è più probabile vederla arrancare in ufficio in tuta e scarpe da ginnastica (in tinta con le occhiaie perché un minimo di buongusto ci vuole in ogni caso)  piuttosto che in minigonna stretch e tacco 12.

Una donna con il ciclo difficilmente capisce battute e spirito, attenzione a quello che dite, ogni vostro commento verrà interpretato sul personale. Se dite che la signora M. ha la faccia da mastino napoletano, per lei sarà assolutamente plausibile che le stiate velatamente dando del mastino napoletano. Potrebbe piangere o picchiarvi entrambe prospettive poco piacevoli.

Una donna con il ciclo non va contraddetta, mai, per nessun motivo. Se vi dice che in quel parcheggio la vostra macchina ci sta, dovrete farcela stare: non importa se è il posto che una bicicletta e voi avete una station wagon.

Una donna con il ciclo è un essere subdolo che ha preso momentaneamente il posto di vostra moglie/fidanzata/figlia/nipote. Sopportate con lo stesso stoicismo con cui affrontate le attese in un call center, è dura ma sapete che, se avrete pazienza, e non vi arrendete uscirete dal tunnel.

Post Scriptum: potreste non condividere quanto sopra elencato ma è stato scritto da una donna con i ciclo. Domani potrebbe non condividersi da sola. 




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