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Donne, tocca a noi salvare il mondo
Giovedì 08 Marzo 2018

Guardie forestali, direttrici di hotel a impatto zero, comunicatrici ambientali: le donne di oggi sono impegnate in prima linea per la salvaguardia del pianeta, dimostrando tutta la loro sensibilità, conoscenza ed interesse per l’ambiente e la natura. Quale migliore occasione dell’8 marzo per spogliarsi del mantello rosa e indossarne un altro, più attuale, di colore verde?

donne-ecologia

In realtà le donne hanno sempre dimostrato il loro grande legame con la madre Terra, fin dall’antichità, raccogliendo e studiando le proprietà delle erbe, che servivano spesso per curare malattie e problemi comunque legati alla salute. Oggi, nella nostra società, sono numerose le donne laureate in farmacia, biologia o naturopatia, e il loro impegno nella difesa della salute e dell’ambiente è molto forte.

Vi sono poi donne famose che utilizzano la loro immagine a favore della comunità mediatica, per diffondere e sensibilizzare tematiche ambientali, ad esempio Sveva Sagramola. Giornalista e conduttrice molto green su Rai Tre di Geo & Geo, Sveva ha un animo molto sensibile per l’ecologia, poiché il modo con il quale sceglie di fare informazione è spontaneo e al contempo scientifico, due strumenti utili e necessari per entrare nel cuore e nella mente delle persone.

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Green is the new pink!

donne-ecologiaLe donne hanno tutte le capacità che servono per parlare di ambiente e impegnarsi a suo favore. Sono preparate, hanno senso pratico, imparano in fretta e sanno leggere grafici. In più, sono dotate di una particolare sensibilità verso l’ecologia.

Le donne si trovano a loro agio con tutto ciò che è ecologico e sostenibile: sono più attente alla gestione dei consumi di casa, aggiustano le cose invece di buttarle, sanno come fare la raccolta differenziata (meglio degli uomini), fondano anche movimenti di sole donne per mobilitarsi in favore dell’ecologia, come One Million Women. E chi ci fornisce tutte queste informazioni?  

Che il settore green sia sempre più declinato al femminile è testimoniato anche dalla presenza di donne al vertice di associazioni che della tutela ambientale sono protagoniste a livello mondiale. Donne che si sono messe in gioco, che hanno sacrificato la vita privata, che hanno rischiato. In nome di un ideale (il rispetto dell'ambiente) o di un sogno (realizzare un progetto a impatto zero).

Un esempio? Maria Cristina D'Orlando, vice-presidente dell'associazione Pefc Italia, Friuli Venezia Giulia: "Quella per cui lavoro è la realtà che ha permesso l'introduzione in Italia del sistema internazionale di certificazione della gestione sostenibile delle foreste Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), il più diffuso al mondo, con oltre 263 milioni gli ettari di foreste certificati. L'obiettivo è quello di offrire alle imprese del settore ai proprietari forestali un sistema per valorizzare le risorse, e al tempo stesso dimostrare ai consumatori che il legno usato proviene da boschi gestiti in modo sostenibile. Sono oltre 16.300 le aziende con certificazione di catena di custodia Pecf nel mondo, mi sento davvero felice di far parte di questa squadra" (fonte Repubblica.it).



8 marzo: ricordiamo le origini di questa festa

festa-8-marzoPerché festeggiamo l’8 marzo e quali sono le origini di questa festa? Questo giorno è dedicato al riconoscimento delle lotte sociali e delle conquiste portate avanti dalle donne sul piano dei diritti, dell’economia e della politica. Inoltre la festività ricorre per ricordare le discriminazioni e le violenze di cui, ancora oggi, sono vittime in ogni parte del mondo.

La storia di questa festività affonda le sue radici all’inizio del secolo, quando nel 1909 il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali di "riservare l’ultima domenica di febbraio all’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile". E fu così che il 23 febbraio di quell’anno si celebrò negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna. Nel 1910 l’iniziativa si allargò ad altri Paesi d’Europa, ma la festività si tenne in date diverse e senza essere ripetuta ogni anno. In Russia la prima manifestazione di questo genere risale al 3 marzo 1913, mentre in Italia al 12 marzo 1922.

Le celebrazioni furono interrotte durante la Prima Guerra Mondiale, finché a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, le donne guidarono un grande corteo che chiedeva a gran voce la fine degli scontri. La protesta fu talmente forte da fare breccia, e i cosacchi non riuscirono a reprimerla. Fu così che le donne presero coraggio ed organizzarono successive manifestazioni che portarono addirittura al crollo dello zarismo.

Quel famoso 8 marzo passò alla storia come data di inizio della Rivoluzione russa di febbraio, e più avanti divenne il simbolo dell’emancipazione femminile quando nel 1977 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite invitò ogni paese a scegliere quella data come "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e per la pace internazionale".


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