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Food Sharing: condividere il cibo è green

Giovedì 23 Marzo 2017
Valentina Zanoni

Food SharingFunziona così: nei supermercati ogni giorno arrivano frutta e verdura a volontà. Lucide e pronte per essere mangiate, senza un ammaccamento, senza un piccolo neo. Ortaggi trattati e gonfiati che aspettano solo di essere venduti. E noi acquistiamo, non ci fermiamo mai a pensare a tutto il lavoro che sta dietro ad ogni singolo frutto.

È già tutto lì, pronto, come se fosse un prodotto di fabbrica, ma una fabbrica che funziona grazie all’acqua, al sole, all’aria pulita, una fabbrica che si chiama Natura. Non ci pensiamo mai che a volte, anzi, faremmo meglio a dire sempre, ne arriva troppo di cibo. Più di quello che realmente acquistiamo. Più di quello che consumiamo. Funziona così, sicuramente in Italia, salvo qualche rarissima eccezione.

Come non sprecare il cibo, l'esempio della Germania

Passato un giorno di esposizione, tutto quello che non è stato acquistato, tutto quello che rimane sugli scaffali viene buttato. I cibi in scatola rimangono in bella vista finché la scadenza non è prossima, mentre la frutta e la verdura che la scadenza la manifestano cambiando colore e consistenza, maturando e invecchiando come tutte le cose naturali fanno, vengono gettate.

spreco allimentare

Ci siamo mai fermati a pensare a quanto cibo sprechiamo? A quanta frutta e verdura buttiamo nella spazzatura perché c’è un piccolo puntino marrone sulla buccia? Da qualche anno nei supermercati della Germania tutto quello che non viene acquistato all’interno dei punti vendita viene usato comunque, rivenduto ugualmente.

Recuperare non significa solamente prendere una bottiglia di plastica e riutilizzarla, prendere una vecchia maglia e trasformarla in uno straccio. Recuperare significa anche non buttare ciò che è ancora buono, ciò che sta solo manifestando la sua natura. Un frutto non è una scatoletta di latta, è un piccolo mondo naturale che fa il suo corso ed è destinato a marcire, ma che senso ha buttare cibo ancora buono?

Food Sharing: l'Italia ha ancora molto da imparare

In Germania si chiama Food Sharing, ed è la condivisione di cibo in scadenza, ma accanto a questa ci sono molte altre iniziative per il recupero e la vendita di cibi che stanno per scadere o per ortaggi che hanno perso un pò della loro freschezza. Si rivende a prezzi minori, si regala ai bisognosi, si organizzano vere e proprie cene di riciclo (dinner exchange) in cui si servono piatti preparati con cibi vicini alla scadenza.

Food Sharing

Meno sprechi, più cibo per tutti, più risparmio perché, a volte, vale la pena comprare qualcosa che andrebbe altrimenti buttato ad un prezzo minore di quello che il ‘mercato del nuovo’ ci impone. Per una vita più sana e meno costosa, perché gettare cibo buono significa assoggettarsi all’idea che è meglio una fabbrica che produce cose sempre uguali e sempre in serie, ma è bello vedere anche l’evoluzione delle cose naturali e poterne gustare il sapore andando oltre all’aspetto esteriore.

Funziona così in Germania e in tanti altri paesi, che pian piano si avvicinano a questa idea. In Italia non ci siamo ancora arrivati, ma sarebbe auspicabile, nella patria della dieta mediterranea, nel Paese che ha ospitato una manifestazione come Expo, per la salvaguardia e nel rispetto di un’alimentazione senza sprechi, che anche noi facessimo questo passo in avanti. Nel frattempo possiamo partire da I Food Share, la piattaforma web che permette ad utenti privati, rivenditori e/o produttori di offrire liberamente e gratuitamente prodotti alimentari in eccedenza.




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