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Moda usa e getta: cos'è e come evitarla
Giovedì 22 Agosto 2019

La moda usa e getta, detta anche low cost o conosciuta come fast fashion, è rappresentata da quei marchi di abbigliamento che mettono in vendita i loro capi a 5 o 7 euro. In questo modo le persone sono invogliate a comprare di continuo magliette e pantaloni che poi si rivelano per quello che sono: indumenti di bassa qualità e di scarsa durata, realizzati con materiali economici spesso tossici e dannosi per l’ambiente e la salute. L’apoteosi del consumismo che sta distruggendo il nostro pianeta. L’industria tessile, infatti, è la seconda causa di inquinamento globale subito dopo il petrolio. Si può cambiare rotta? È ora di dire basta alla quantità e sì alla qualità.

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Perché dire no alla moda usa e getta?

Ecco alcuni dati che fanno riflettere, ma soprattutto fanno capire perché è ora di dire stop alla moda low cost:

C’è poi la questione umana da non sottovalutare: manodopera sottopagata e sfruttamento minorile, senza contratti e senza tutele. Il risultato? Produzioni che vengono utilizzati come usa e getta, che costano molto all’ambiente e poco all’uomo. Ecco perché prima di acquistare un capo a 5 euro dovremmo fermarci e pensare alle conseguenze che si nascondono dietro questa industria che ci spinge continuamente a comprare e consumare.



Torniamo a dire Sì alla qualità

Cambiare non è facile. Per nessuno. Ma se l’alternativa è l’aumento dell’effetto serra e la distruzione del nostro pianeta (there’s no planet B!), forse è il caso di cominciare a riflettere, perché anche la più piccola azione può fare la differenza. Il modello insostenibile della moda low cost va fermato e possiamo farlo in vari modi, uno di questi è tornare a scegliere la qualità.

Qualità vuol dire comprare abbigliamento che costa di più, è vero, ma che allo stesso tempo dura molto di più e soprattutto si può vendere, ovvero rimettere in circolo per evitare che finisca nelle discariche prima che abbia completamente finito il suo ciclo vitale. Il mercato dell’abbigliamento usato, per fortuna, cresce a vista d’occhio (vale 24 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti) e nel giro di qualche anno potrebbe soppiantare anche i marchi più famosi della fast fashion come Zara o H&M.

Più che una scelta, questa è una filosofia di vita che ci aiuterà a debellare il consumismo sfrenato e a capire che forse stiamo molto meglio con meno capi ma più belli e più duraturi. Anche perché è comprovato che almeno un terzo dei capi presenti negli armadi di tutto il mondo restano inutilizzati. Quindi a che pro continuare a comprare se poi non indossiamo nemmeno quei vestiti? Meglio fare acquisti più responsabili, per un consumo etico che ci aiuterà a salvare l’ambiente e la nostra preziosa salute.


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